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Residenze - Land Art e Arte Pubblica

Cinque opere di Land Art e Arte Pubblica per valorizzare e implementare l'offerta culturale del territorio.

22/04/202527/04/2025

The residence

Realizzazione di 5 opere di land art e arte pubblica, volte a valorizzare e implementare l’offerta culturale del territorio - riscoprendo la natura e il paesaggio quali strumenti e supporti dell’arte, in grado di suscitare nei fruitori non solo contemplazione, ma anche e soprattutto riflessione.

Le residenze sono gestite dall’Associazione Zap!

“Il tempo delle Ginestre | Morigerati 2038”

Opera a cura dell’artista Luigi Coppola

Fruibile presso gli spazi dell’Antico Frantoio e lungo le strade del paese che conducono all’Oasi WWF “Grotte del Bussento” (via Granatelli)

L’opera è una narrazione visiva che apre un orizzonte immaginativo del paese in un tempo futuro. Nel 2038, a seguito del continuo spopolamento, gli abitanti di Morigerati ripetono il gesto fatto dai loro concittadini 50 anni prima: lo sciopero della fame. Questa volta la volontà è fare di tutto per non scomparire e la proposta più importante è la creazione di una “Scuola di Economie Territoriali” che mette in circolo idee e avvia e ripristina filiere economiche virtuose. Nelle pitture 5 scorci di Morigerati diventano nuovo teatro di azione sociale. Accompagnano questa visione diverse piante scelte come simbolo di una nuova alleanza, come le ginestre, che danno il titolo all’opera, simbolo di coraggio e di resistenza estrema di fronte a un destino inevitabile.

“Lycoperdon”

Opera a cura dell’artista DEM

Installata presso gli spazi della Ferriera di Morigerati

Analizzando il termine transluogo - trans, “oltre, attraverso”, e luogo, inteso come spazio fisico o simbolico - sono emerse immagini legate al passaggio tra mondi, all’attraversare soglie, grotte e acque sotterranee che collegano il sopra e il sotto del paesaggio. Ho pensato anche ai flussi migratori, visti come movimenti umani che da secoli si intrecciano, generando nuove connessioni. Da qui l’idea di un fungo gigante realizzato con rami intrecciati, il cui micelio simbolico colleghi gli elementi del territorio. Lo studio della flora arbustiva locale e la raccolta consapevole delle piante hanno condotto alla definizione di forma, luogo e dimensioni dell’opera. L’intento è restituire un segno che rappresenti simbolicamente e materialmente Morigerati, attraverso la sua natura, la sua storia e il rapporto vitale con chi lo attraversa.

“Tinea”

Opera a cura dell’artista Luis Gomez de Teran

Installata presso il ponte medievale di Morigerati

Siate voi farfalle, dipinte dai colori dell’alba e della primavera, sorvolate voi fiori d’oro e specchi d’argento regalando alle coppie l’illusione della felicità. Io che di notte sono il vostro fratello, finito sotto un ponte inseguendo una fiamma che ha nutrito il mio disperato bisogno di luce. Io, stupida falena convinta per un momento d’essere migliore di Icaro.
Convinta per un momento d’essere migliore di voi.
Convinta per un momento che non ci fosse più differenza.

“Alta Veglia”

Opera a cura degli artisti Giancarlo Guadagno e Ilaria Spagnuolo

Installata presso gli spazi della Ferriera di Morigerati

Innalzata tra alberi e silenzi, questa struttura si erge come una piccola torre di osservazione immersa nel paesaggio naturale. Interamente autocostruita con il legno, scelto per dialogare in modo armonioso con l’ambiente circostante, l’opera si presenta come una presenza leggera e rispettosa del luogo che la ospita. Aperta verso il cielo, accoglie lo sguardo e l’aria, diventando spazio di contemplazione e ascolto. L’architettura è rivestita da teli leggeri, realizzati con  la tecnica della cianotipia botanica: foglie, rami, e altri frammenti raccolti nei dintorni hanno lasciato la loro impronta blu, come memorie vegetali impresse dalla luce. Ogni telo è un frammento del luogo, restituito in forma poetica e sospesa. Dalla sommità, a qualche metro dal suolo, si apre una vista sul fiume e sulla vegetazione circostante. Di giorno, l’opera invita a seguire il movimento dell’acqua e il mutare della luce tra le fronde; di notte, diventa un punto privilegiato per osservare le stelle, in un dialogo silenzioso tra terra e cielo.

“SPORE - pratiche di ascolto per un’ecologia diffusa”

Opera a cura dell’artista Massimo Ferrara

Fruibile lungo le strade di Morigerati tramite l’utilizzo di smartphone e cuffie auricolari

Un’opera di Sound Art, una pratica di ascolto immersivo che si muove nello spazio come un organismo poroso. Non è orientarsi o interpretare: è stare dentro. Non guida, non insegna. Sospende. Il paesaggio sonoro che si esplora è composto da tre ambienti: Antropofonia - il rumore della presenza: i suoni dell’attività umana. Non sono rumori ma testimonianze. Motori, passi, voci, strutture, frizioni: l’umano si fa suono, si fa sistema. Ascoltarle per riconoscere la propria incidenza sul mondo, riconoscersi co-autori del paesaggio. Biofonia - il ritmo dell’altro vivente: insetti, uccelli, animali, vegetali. L’ascolto qui è simbiosi, è permeabilità e richiede attenzione sottile. Un invito a decentrarsi, a percepirsi come un corpo tra altri corpi, tutti agenti, tutti rispondenti. Geofonia - il corpo del mondo: i suoni non biologici: vento, acqua, pietra, elettricità. Qui si fa esperienza del paesaggio come materia attiva, corpo che suona, vibra e partecipa. È come sintonizzarsi con una memoria più antica, più lenta. “Spore” propone un’esperienza dove l’ascolto diventa strumento di relazione ecologica, di consapevolezza sensoriale e politica.



Program

PROGRAMMA IN COSTRUZIONE

22 aprile

Arrivo degli artisti
Visita del centro storico e della sede dell’Ecomuseo
Organizzazione dei cantieri

23 - 24 - 25 - 26 aprile
Costruzione delle opere intervallata da serate di proiezioni/talk

27 aprile
Inaugurazione delle opere e saluti finali


The people

Luigi Coppola

Luigi Coppola è artista, agroecologo e promotore di progetti partecipativi di arte pubblica. La sua pratica artistica è accomunata da un relazione innovativa ai beni comuni attraverso delle azioni capaci di attivare potenziali e immaginari collettivi. Attualmente senior researcher al Center for Arts Design and Social Research of Boston (USA) è dal 2013 parte del collettivo di azione rurale di Casa delle Agriculture con base a Castiglione d'Otranto (Lecce). L’azione trasformativa passa da detriti, scarti e abbandoni: Coppola lavora ai margini confrontandosi tanto con l’estrazione inveterata di risorse e di persone quanto con lo sfruttamento intensivo di territori. Il lavoro dell’artista si dispiega attraverso performance, opere pittoriche, azioni simboliche, sculture ambientali e sociali - ma il baricentro della sua pratica è nel superamento delle norme codificate dei luoghi artistici istituzionali: meno importanza assume l’autorialità dell’artista in virtù del dispiegarsi del corpo collettivo e la temporalità dell’opera si fa estesa. Coppola ha sviluppato progetti di arte pubblica, performance e mostre in molti contesti internazionali come 7th Biennale Lubumbaschi (RD Congo), 2022; 5th Istanbul Design Biennale, 2020; Matera Capitale Cultura 2019; Fondazione Merz Torino, 2018; BAK Utrecht, 2018; Kunsthaus Graz, 2017; Quadriennale Roma, 2017.

DEM

DEM, come un moderno alchimista, crea personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realtà umana. Multiforme ed ironico, le sue opere che spaziano dal wallpainting, all'illustrazione, alla pittura su tela, si arricchiscono di un linguaggio simbolico che invita ad elaborare un proprio codice d'accesso per questo mondo enigmatico ed arcano. L'avvicinamento a tematiche antropologiche e legate alla natura stimolano l'artista a una costante sperimentazione, giunta negli ultimi anni alla produzione di un film e alla creazione d'installazioni composte esclusivamente da materiali naturali. Oltre alla produzione nelle fabbriche abbandonate e nei boschi, scelti come sfondo ideale per i suoi lavori, DEM vanta varie pubblicazioni ed esperienze espositive, come la personale alla Oro Gallery di Goteborg e la partecipazione alla mostre Street Art, Sweet Art al PAC di Milano, Nomadaz alla Scion Installation di Los Angeles e CCTV all'Apostrophe Gallery di Hong Kong.

Gomez

Luis Gomez de Teran, conosciuto anche come Gomez, è nato a Caracas nel 1980. Ha vissuto a Londra, Berlino e Roma, dove attualmente risiede. La sua arte è profondamente simbolica e trae la sua principale ispirazione dai pittori barocchi. I suoi dipinti hanno un'anima leggendaria, profondamente influenzata dalla mitologia, dalla religione e dalla spiritualità. Si concentra sulla natura umana, sulla materia dei corpi e sulle forme dello spirito, nei momenti di bellezza e decadenza, quando le anime si rivelano, il male emerge dalla bellezza e il bene scaturisce dall'oscurità. La sua tecnica precisa mira alla simmetria e alla luce, utilizzando intensi contrasti di piacere e terrore, forza e debolezza, vincitori e vinti, memoria e oblio, libertà e schiavitù. Regole e anarchia. Vita e morte. Gomez è un pittore e scultore autodidatta, opera in aree urbane e ambienti naturali, per musei, collezionisti privati, gallerie e marchi. Le sue opere utilizzano una varietà di supporti, dai muri alle tele, vetro, cemento, specchi, ferro o legno. Ha creato opere in molti paesi del mondo, in Italia, Inghilterra, Germania, Spagna, India, Tunisia, Thailandia, Singapore, Georgia e innumerevoli piccoli paesi, dove l'arte pubblica è ancora in grado di avere un profondo impatto sociale sulla popolazione locale. Gomez ha partecipato a diverse mostre collettive in tutta Europa; a giugno 2016 ha avuto la sua prima mostra personale, "Nox Omnibus Lucet", alla galleria Varsi di Roma, seguita da un'esposizione personale a Bruxelles, con la galleria Montoro12, una seconda a Roma con la galleria Philobiblon e la sua prima mostra ibrida di pittura e scultura nel 2019 presso il MUSMA, il museo della scultura contemporanea di Matera. A settembre/ottobre 2021 ha realizzato la prima mostra non autorizzata e diffusa in Italia, un viaggio solitario attraverso le venti regioni italiane, producendo e installando venti opere in luoghi abbandonati e abitati, e attualmente sta lavorando a un libro e a un documentario su questa esperienza, che ha fuso il linguaggio dell'arte pubblica con l'esplorazione urbana.

Giancarlo Guadagno e Ilaria Spagnuolo

Giancarlo Guadagno e Ilaria Spagnuolo, rispettivamente architetto e designer, uniscono le loro forze nel 2016 per dare vita a un laboratorio creativo che esplora il confine tra arte, architettura e ambiente, progettando delle opere di arte pubblica che mettono in relazione estetica, natura e sostenibilità. La loro collaborazione si distingue per un'approfondita ricerca sui materiali, privilegiando quelli a basso impatto ambientale. Ogni progetto è un'opportunità per raccontare storie locali attraverso installazioni che dialogano con il contesto urbano e naturale, opere che invitano le comunità a riflettere sulla propria relazione con l’ambiente.

Massimo Ferrara

Massimo Ferrara è un Ingegnere del Suono con base in Cilento. Vive l'ascolto come esperienza consapevole e partecipata, cercando di intersecare la dimensione sociale con quella percettiva. Appassionato di sistemi complessi e intra-connessi, sperimenta al confine tra tecnologia e percezione individuandone una matrice comune che si adagia nell’ ambiente circostante. La sua ricerca si concentra prevalentemente sulla prototipazione digitale per il sound design, dando vita a paesaggi sonori innovativi che trasformano lo spazio in esperienza. É parte attiva del progetto d’ interazione Audio-Video etali.de e del collettivo lostdogz_krw con i quali ha all’ attivo diverse pubblicazioni dal 2019 ad oggi.

Transluoghi